sogni londinesi di una mezza primavera: #1
inconsapevoli giramenti di testa.. foschia. nebbia. sempre meno luce. sempre più ombre.. l’alchimia é di scena…..
si ripetono successioni di cani buoni e cani cattivi, molto spesso sono buoni ma la sana paura per l’ignoto tende a indurre cattiveria in ciò di cui non si é sicuri… ma stanotte ho superato me stesso mettendo insieme ai cani i miei amati leoni.. non é stata la prima volta. no. anzi una serie di riprese della stessa storia. stessa scena… leoni in una campagna del profondo nord-ovest siciliano ben nota a me… cuccioli di leone, a decine coi genitori distesi sotto ombreggiati olivi e allori. e tutto attorno terra marrone a zolle… io silenzioso. a bocca aperta. stupefatto e indescribilmente estasiato. e d’improvviso il respiro pesante del capobranco, con la sua criniera lunga rossiccia e maestosa… temevo il morso. l’aggressione… come in alcune mie dormiveglie rimasi fermo. immobile. senza respirare. non sò dire se fù l’insana speranza di trovare del buono nel cattivo per il puro egoismo di non correre pericoli o se il capobranco riconobbe in me qualcosa di familiare. ma non accadde proprio nulla. quasi avrei potuto distendermi anche io all’ombra del mio branco…
e poi dentro la casa. cani. cuccioli scuri e chiari troppo cresciuti per esser appellati ancora cuccioli.. che gironzolano attorno, saltandomi addosso in festa. il gioco dei cani. quel sottile gioco che ha una linea nervosa troppo sottile che divide il gioco dall’aggressione folle. e dietro di loro una finestra. una falsa zanzariera di quelle che non filtrano niente. dietro tutto, un terzo cucciolo. ma questo visibilmente cattivo…
poi chiaroscuri. sfumature. ombre. elementi chimici in moto… nulla più.
















wow…hai un bel groviglio nella tua anima…però..mi pare positiva la cosa del leone…