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upnea #4 (prosa)

venerdì, 2|ottobre|2009

Scivola rumorosamente acqua dall’alto e non riesco a capire perchè. Cade pioggia dal cielo come lacrime inarrestabili dagli occhi del bambino biondo dalle gote paffute e rosee e dalle labra innocenti. Tutto si bagna si inumidisce si lascia trascinare dalla corrente dei fiumiciattoli esterni e i legami diventano sempre più provati tirati stanchi di non essere alimentati scaldati asciugati protetti e marcisce. marciscono dentro nel profondo marciscono fuori e dalle apparenze marciscono dall’essenza da ognidove marciscono e la pioggia purifica quello che il tempo ha corrotto…

qua sopra erano i miei tanti pensieri travestiti da drammatica prosa, perchè dentro la testa comincio a non avere più spazio e ho necessità di riordinare molte cose. se tutto quello che non ti uccide ti rinforza sicuramente tutto quello che ti fa male, lentamente, va disintegrato perchè rischi di diventare fortissimo come la roccia e roccia rimanere…

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. . . sorridimi

domenica, 24|maggio|2009

sorridimi.

perchè nel mio viso troverai sempre un sorriso come risposta al tuo sguardo.

un abbraccio come risposta alle tue lacrime.

la mia paura nel tuo dolore.

tutto il mio conforto alle tue sofferenze.

la disperazione nel silenzio della tua assenza.

Faber L. Gray

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rapido. le 3:50 del mattino

martedì, 21|aprile|2009

continua a piovere fuori e dentro… mi sembra che il tempo non abbia più valenza e fa male. ma. mi lascio cullare ancora da questo. faccio male lo so. inevitabile al momento. in mente ho già un piano per domani. non vuole proprio smettere… infinito ottobre.

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inseguire

giovedì, 12|febbraio|2009

inseguire.. perennemente senza volere

cercare e inseguire

non avere il fiato per fermarsi

non farsi vedere

troppo presi a inseguire

respirare e guardare

inseguire ombre trasparenti

illudimi che é quello che vuoi

falene voraci di nuova luce

aggrediscono lucciole

illusioni di baci porpora

bruciano la falena ch’é in me

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sober

giovedì, 20|novembre|2008

riflessioni veloci

perchè non voglio perdere tempo.

e ne perdo tanto.

ne ho perso tanto.

presto.

più vedo che perdo tempo più sento la stretta al cuore che mi mette agitazione.

presto.

presto.presto.presto.

tantissime cose da fare.

cosa?

tante.tantissime cose da fare.

e sono ancora qui disteso. seduto. coricato. cosa? in piedi. qui che non faccio o faccio.

ma il tempo scorre uguale.

cambio le musiche.

non le mie.

non cambia niente

ho finito i paragrafi a disposizione. = (

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noi

venerdì, 3|ottobre|2008

noi

siamo ciechi di fronte l’amore.
cancelliamo velocemente vissuti e momenti.
arroganti comandiamo la mente e chi per lei
illusi di imprimere il proprio volere.
ricamiamo merletti e ghirigori vorticosi.
tutto prende un sapore sbiadito
marcato da forti bagliori e cupi scuri.
una storia di amore non muore
viene solo ristretta e incorniciata.
per sempre.
in un’unica e perfetta fotografia.

gli amanti

Faber L. Gray

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inconcludente.

lunedì, 29|settembre|2008

inconcludente

abbandonatemi amici.
lasciatemi affogare nel mio ego.
le ricerche dell’anima partono sempre dal basso.
lasciatemi sorelle.
devo cavarmela da solo.
ho la strada piena di ostacoli
cerco di evitare i sentieri intorno.
cammino solo tra le insidie.
i colpi. i massi. gli spigoli stretti.
sono solo e lo avverto
ho tanti amici che mi sostengono.
tutti invisibili alle mie mani
ma calorosi al mio petto.
allo stomaco. alla mia mente. al lungo tunnel delle proiezioni.
fuggo angosciato anche se sono l’eletto
non riesco a fermarmi. respirare. controllare.
le capacità ci sono é solo che non mi applico.
come un sogno di tarda mattinata
confondo tutto fra colori e sensazioni.
intorno ad una nube di fumo
mi nascondo aspettando.
sbagliando ad aspettare.
inconcludente.

Faber L. Gray

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viandante errante [riflessioni senza titolo]

giovedì, 24|luglio|2008

ho scritto molto nella mia mente. lasciato solchi rossastri sulla pelle madida dell’inverno. ho scritto molto di notte in compagnia di nessuno. ho scritto parole al vento su fogli di carta e inchiostro nero. ho ritrovato me stesso un freddo mattino estivo lungo tortuose strade a ridosso di scogliere mietitrici. ho fatto questo e altro ancora. ho riletto le mie parole e mi son piaciute. e altro ancora farò perchè brucia così tanto dentro la voglia di fare che fuori vedo troppe ustioni per non iniziare a farle.

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Flusso a due mani

giovedì, 14|febbraio|2008

quest’oggi, 13 febbraio 2008, ero in biblioteca a studiare storia dell’arte contemporanea o meglio a perdermi fra antichi quadri di indicibili autori e favolosi autoritratti di Egon.
Ero seduto accanto una amica con cui spesso e volentieri mi ritrovo -ci ritroviamo- abbraccetto fra sigarette ed empatia!
Distratti anzi distrattissimi esulta bisbigliando [eravamo in biblioteca] “giochiamo?”“occhèi”.
Vi presento* la prima opera letteraria, in quanto nata dentro la biblioteca della facoltà di Lettere, scritta a due mani.

*tentando di riproporre fedelmente lo scritto su carta matita e penna dove é nato l’originale

Flusso a due mani

intanto la notte é lunga. le stelle si proiettano immense, infinite. come i pensieri che nascono da senso di colpa e menefreghismo insieme. Dovrei. Vorrei tracciare disegni, unire quei puntini e vedere una mappa di me, o tuffarmi in tutti coloro in cui ne ho lasciato una parte scappando via subito dopo. È l’impulsività che caratterizza le mie azioni. più spesso anzichennò. l’istinto di correre per salvare la propria specie, tutte queste puttanate che abbiamo stampate nel nostro corredo genetico come un dono di nozze da Madre Natura. sono una fottuta verità che non vogliamo accettare? Il mio presente si tinge di incertezze che culminano con punti interrogativi. Avrò mai risposte e da chi le avrò? Attenzione a non cadere in certi maelstrom Signor Cartomante. Certe rotte son pericolose …é meglio non prenderle morendo nella sicurezza? Siih… ti piacerebbe….. ma che vuota esistenza. e poi nessuno ha mai scritto un romanzo su di un gatto che al mattino si lavava e la sera aspettava al coperto la sua scatola di carne! Sveglia Signor Cartomante!! È tempo di prendere una rotta e seguirla! Le seguo tutte… insicure, impervie, buie, assolate… alla fine sceglierò quella giusta… semmai sarò in grado di restarle fedele. Perchè si sà: l’uomo é volubile     affabile       e un pò egoista           ma anche condannato ad essere libero restando possessivo…
Fortuna? o Tragedia?

- Marlene –     Faber L. Gray

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