Articolo Casuale: quick confession #2
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Farfalle post Santa Lucia

giovedì, 15|dicembre|2011

L’arte del riciclo inizia dalla cucina

Capita che sia il giorno dopo una grande festa tradizionale, ad esempio la mia preferita fin dai tempi dalle scuole elementari è Santa Lucia, dove in questo giorno si mangia solo riso e frumento… da qui le abbuffate locali di arancine fritte condite con sò ‘ccu e gghè e del dolce frumento con crema di ricotta noto col nome cuccìa.
Dicevo, il giorno dopo… capita che troviamo in frigo residui di ingredienti o pietanze cotte il giorno prima… io oggi mi son preparato un primo piatto niente male!!
Farfalle post Santa Lucia

 Farfalle post Santa Lucia

COSA SERVE?

  • avanzi di funghi trifolati cucinati la sera prima;
  • 1 zucchina verde;
  • ricotta di pecora;
  • pasta farfalle;
  • olio extravergine d’oliva;
  • aromi: sale, pepe 4 stagioni;

COME FARE?

Come detto, avevo dei funghi pleurotus cotti la sera prima [ma, può andar bene un qualsiasi tipo di fungo trifolato con aglio olio e prezzemolo] e conservati con tutta la padella in frigo; prendiamoli e mettiamoli da parte.

Dedichiamoci al resto invece, ho tagliato una zucchina verde, prima a metà per lungo e poi a fettine oblique; l’ho messa a sbollentare per una decina di minuti in acqua salata, dopo aver scolato ho unito la zucchina nella padella dove erano rimasti i funghi cotti la sera prima.
Ho aggiunto un filo d’OEO ed ho lasciato cuocere a fiamma bassa e col coperchio.

Nel frattempo ho calato la pasta… ho apparecchiato.. ho pensato di scrivere questa ricetta perchè vedevo che stava venendo bene ed era cosa buona e giusta…..

Due minuti prima della cottura delle farfalle ho aggiunto nella padella due cucchiai di ricotta di pecora e una macinata di pepe 4 stagioni [ne sono assuefatto ormai!] mescolando bene, facendo attenzione che il formaggio si amalgami bene col resto del condimento…

PASTA COTTA!

Ora è bastato solo scolare la pasta, versarla al volo nella padella e mescolare bene, facendo anche numeri da circense con la padella se si ha il polso ben allenato – e occhio a non far volare tutto fuori o peggio sul tetto!

Impiattiamo e serviamo da mangiare calda, caldissima! :)
Bon apetì!!

ricordati di leggere il decalogo del ricettario Faberiano prima di eseguire questa ricetta!!

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Morte gialla su prato verde

domenica, 23|ottobre|2011

Quando a casa non si ha molto in dispensa ma si vuol mangiucchiare qualcosa… basta tanta fantasia e colori!
ricetta veloce veloce da leccarsi i baffi! [e la barba!!]
Morte gialla su prato verde

 Morte gialla su prato verde, piatto pronto!

COSA SERVE?

  • 4 cubetti di spinaci surgelati [se li trovate freschi, ancora meglio!];
  • 1 uovo;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • prezzemolo;
  • parmigiano grattugiato;
  • pan grattato;
  • margarina;
  • olio extravergine d’oliva;
  • 1 dito di latte;
  • noci;
  • aromi: sale, peperoncino, pepe 4 stagioni;

COME FARE?

Cuociamo gli spinaci in acqua senza sale, nel frattempo prepariamo la base della frittata.
Allor, sbattiamo un uovo con sale, peperoncino e il pepe QB, aggiungiamo ora una noce di margarina -verrà a grumi, altrimenti potete prima scioglierla- e il pan grattato mescolando bene; aggiungiamo l’aglio precedentemente tritato ed infine uniamo il latte e il parmigiano. Mescolate ben bene!
A me che piace tanto l’odore del rosmarino, ho aggiunto anche questo sbriciolato, dà un tocco in più! ;) Nel frattempo gli spinaci saranno cotti, scoliamoli e versiamoli così come sono in una padella già calda e li distendiamo su tutta la superficie. Fiamma medio bassa, mirraccomando!!
Ora versiamo sopra la base degli spinaci il preparato stendendolo con una forchetta, diamo un ultimo tocco aggiustando di sale o pepe, e prima di chiudere con un coperchio spolveriamo tutta la superficie con del prezzemolo tritato, del parmigiano e… noci sbriciolate!

Fate cuocere costantemente a coperchio chiuso sempre a fiamma medio-bassa; noterete tanta acquetta, tutta colpa degli spinaci! Non appena si sarà asciugata ed il sopra sarà cotto potrete spegnere e servire a tavola, rusticamente lasciandola in padella.
Mangiata in mezzo al pane è spettacolare ma anche così senza nulla, solo con un bicchiere di vino bianco va più che bene! C’è quel mix di croccante per via delle noci e morbidosità che è la fine del mondo, che poi col brivido dell’aglio e del peperoncino è na meraviglia!
Bon-apetì!!

ricordati di leggere il decalogo del ricettario Faberiano prima di eseguire questa ricetta!!

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mangiare informati #1

giovedì, 15|ottobre|2009

No. Questa non è una ricetta ma un post dedicato alla conoscenza in cucina degli ingredienti, base dei cibi che cuciniamo.
Il mio pensiero: è indispesabile conoscere il cibo commestibile per l’essere umano, quello mangiabile, quello buono, quello speciale, quello raro, quello nostrano [del proprio paese di nascita, regionale] e soprattutto quello naturale da portare in palmo di mano rispetto a quello chimico geneticamente modificato e addirittura creato dall’uomo.

È interessante spaziare oltre le proprie ricette nazionali e sperimentare ricette di altri paesi, altre culture, d’oltre oceano… ma con un pizzico di reinterpretazione intelligente, q.b.
…specialmente per quelle ricette tanto yeh-yeah statunitensi!!

Riporto qui di seguito un articolo trovato nel sito la leva di archimede

OLIO DI CANOLA

Penso che sia importante che un maggior numero possibile di persone venga a conoscenza delle origini di questo prodotto.

Recentemente ho comprato un tipo di olio per cucinare che e’ nuovo ai nostri supermarket: l’olio di canola.

L’ho provato perche’ l’etichetta assicurava che questo tipo di olio fosse il meno ricco di grassi “cattivi”.
Comunque, dopo averne usato mezza bottiglia, l’etichetta continuava ad incuriosirmi e ho cominciato a domandarmi da dove derivasse l’olio di canola.

L’olio di oliva si estrae dalle olive, l’olio di arachidi dalle arachidi e l’olio di girasole deriva dai girasoli; e l’olio di canola? Non c’era niente sull’etichetta che potesse suggerirmelo. Cosi’ ho cominciato a fare qualche ricerca in internet. Ci sono una miriade di siti internet che pubblicizzano questo fantastico prodotto enfatizzando i benefici sulla salute per il suo basso contenuto di grassi saturi. Perdendoci un pochino di tempo si trovano pero’ anche informazioni meno gradevoli.

Di seguito alcune informazioni che tutti dovrebbero conoscere prima di comprare qualsiasi prodotto contenente canola. Canola non e’ il nome della pianta originaria, e’ una parola composta dalle parole “Canada” e “olio”. La canola e’ una pianta modificata geneticamente e sviluppata in Canada che deriva dalla lavorazione della rapa, che fa’ parte della famiglia della senape.
L’Agroalternatives, The Online Innovation e The Technology Magazine for Farmers concordano nel dire che: “l’olio estratto dalle rape, usato da molto tempo per produrre oli per uso industriale, risulta essere tossico sia per gli uomini che per gli animali.

L’olio di rapa e’ velenoso per gli esseri viventi ed e’ un’eccellente repellente per gli insetti. L’ho gia’ utilizzato negli ultimi due anni (diluito, come da istruzioni) per uccidere le afidi che infestavano le mie rose. Ha funzionato molto bene, le ha uccise tutte. Provate a chiedere al vostro vivaio.
L’olio di rapa viene usato come lubrificante, carburante, materia prima per il sapone e la gomma e per risaltare i colori nelle pagine delle riviste. E’ un’olio industriale. Non e’ un’alimento. L’olio di rapa, sembra che possa causare enfisema, disfunzioni respiratorie, anemia, costipazione, irritazione e cecita’, sia negli animali che negli essere umani. L’olio di rapa e’ stato largamente usato nei mangimi animali in Inghilterra e in Europa tra il 1986 e il 1991 fino a quando e’ stato bandito.

Vi ricordate la fobia della “Mucca pazza”, quando milioni di capi di bestiame furono macellate incolpati di aver infettato delle persone? Gli animali venivano nutriti con una mistura contenente materiale derivato dalle pecore morte comprese quelle che soffrivano di scrapie. Si pensa che questi mangimi abbiano causato il fenomeno e che da li’ la mucca pazza abbia infettato gli uomini.
E’ interessante notare pero’ che quando l’olio di rapa e’ stato rimosso dal mangime animale la scrapie e’ scomparsa. Non ci sono state altre segnalazioni di mucca pazza da quando l’olio di rapa e’ stato rimosso dal mangime animale. Forse questo non e’ stato provato scientificamente, ma il fatto e’ comunque molto interessante. Gli agricoltori degli Stati Uniti e del Canada coltivano rape geneticamente modificate e gli industriali utilizzano l’olio che ne deriva (canola) nei cibi raffinati, con la benedizione delle agenzie governative canadesi e statunitensi. I siti internet che pubblicizzano l’olio di canola dicono che il suo utilizzo e’ sicuro, ammettendo che deriva dalla lavorazione delle rape e insistendo sul fatto che, grazie alla manipolazione genetica, non puo’ essere piu’ considerato olio di rapa ma bensi’ olio di canola.

Quindi canola vuol dire “olio canadese”; la pianta e’ la rapa anche se modificata geneticamente. Il nuovo nome serve per coprire gli interessi commerciali che fruttano miliardi alle multinazionali. Date uno sguardo agli ingredienti elencati nelle etichette.
Sembra che stiano sostituendo l’olio di arachidi con l’olio di rapa. Lo ritroviamo in un allarmante numero di cibi raffinati. Inoltre l’olio di rapa sia la fonte per l’iprite, un gas utilizzato dalla industria chimica della guerra, bandito dopo i rigonfiamenti della pelle e polmoni riscontrati nei soldati e nei civili durante la prima guerra mondiale. Alcuni recenti reportage francesi indicano che e’ stato ancora utilizzato durante la guerra del golfo.

Controllate gli ingredienti dei prodotti. Se l’etichetta riporta “potrebbe contenere le seguenti” e riporta olii di canola, potete essere certi che contenga olio di canola perche’ e’ l’olio che costa di meno e il governo canadese sovvenziona il suo utilizzo alle industrie specializzate nella produzione degli alimenti.

Non so cosa utilizzate per cucinare i vostri pasti, ma io usero’ solamente olio di oliva e burro proveniente da mucche non modificate geneticamente.

Alcune altre informazioni: l’olio di canola derivato dalle rape, viene considerato come olio canadese anche perche’ il Canada ne e’ il maggior produttore e venditore nel mercato americano. Il governo e l’industria canadese pagarono alla Food and Drug Administration (FDA) 50 milioni di dollari per avere l’olio di canola presente nella lista dei cibi “riconosciuti generalmente come sicuri” (GRAS – generally recognised as safe).
Cosi’ venne creato un nuovo tipo di mercato industriale. Vennero promulgate delle leggi che influenzarono il mercato internazionale, il commercio e le abitudini alimentari tradizionali. Gli studi effettuati sugli animali furono disastrosi. I ratti svilupparono una degenerazione dei grassi contenuti nel cuore, reni e nelle ghiandole adrenali e tiroidee. Quando l’olio di canola veniva tolto dalle loro diete i depositi di dissolvevano ma i tessuti degenerati rimasero in tutti gli organi vitali. Nessuno studio fu effettuato sugli umani prima di cominciare a spendere soldi per pubblicizzare l’olio di canola negli USA. Adrenoleucodistrofia (ALD) e’ una malattia degenerativa mortale molto rara causata dall’accumolo di acidi grassi a catena lunga (dal c22 al c28) che distruggono la mielina (lo strato protettivo) dei nervi. L’olio di canola e’ un’olio con acidi grassi a catena molto lunga (c22). Quelli che difendono l’uso dell’olio di canola dicono che i cinesi e gli indiani lo hanno usato per secoli senza nessun effetto, ma quella era una forma non raffinata (preso da GRASSI CHE GUARISCONO E GRASSI CHE UCCIDONO di Udo Erasmus).

Il mio livello di colesterolo era 150. Dopo un’anno di utilizzo di olio di canola ho riscontrato che il livello era salito a 260. Cosi’ sono tornato ad utilizzare l’olio di oliva naturale e ci sono voluti 5 anni per riportare il livello a 160. Cosi’ comincia la mia ricerca di risposte anche se la maggior parte dei medici dicono che l’olio di canola e’ salutare.
Mia sorella verso’ dell’olio di canola su di un pezzo di tessuto e la macchia fu lavata via solo dopo 5 trattamenti di pre-lavaggio e un lavaggio a fondo molto duro. Ha smesso di utilizzare l’olio di canola domandandosi cosa potesse fare al nostro organismo se il lavaggio d’un semplice pezzo di stoffa era stato cosi’ difficoltoso. Nostro padre alleva uccelli e controlla tutti i loro mangimi accertandosi che non contengano semi di rapa. “Gli uccelli li mangiano, ma non vivono molto a lungo”. Una nostra amica che lavoro’ per soli 9 mesi come controllore di qualita’ in una fabbrica che produceva mele fritte, dove veniva utilizzato l’olio di canola esclusivamente per friggere, sviluppo’ numerosi problemi di salute. Questi includevano: perdita dei denti e problemi gengivali; intorpidimento di mani e piedi; gonfiore a braccia e gambe al risveglio mattutino; forti dolori alle articolazioni soprattutto delle mani e vista nebulosa, costipazione e defecazione a forma di palline nere, perdita dell’udito; lacerazioni cutanee causate dagli urti; mancanza di energia; perdita di capelli e problemi cardiaci. Sono passati cinque anni da quando ha smesso di lavorare in quella fabbrica e ancora ha qualche dolore articolare, problemi alle gengive e torpore. Un suo collega, di circa 30 anni, che saltuariamente mangiava qualche prodotto, ad un controllo di routine gli venne riscontrato che i suoi vasi sanguigni erano come quelli di una persona di 80 anni. Due impiegati che portavano alcuni scarti di produzione ai loro vitellini gli procurarono la perdita del pelo. Non appena le mele fritte non gli furono piu’ date il loro pelo ricresceva.

Mia figlia e le sue ragazze si stavano raccontando delle barzellette. Stephanie colpi’ per gioco il braccio della madre con il l’impugnatura del coltello da burro, “oh mamma” non cosi’ forte da ferire. Il braccio di mia figlia si apri’ come se fosse marcio. Mi chiamo’ subito per chiedermi cosa avrebbe potuto causare una cosa del genere. Gli dissi: “scommetto qualsiasi cosa che stai usando l’olio di canola”. Infatti ne aveva una grossa brocca nella dispensa. Olio di rapa e’ un olio penetrante, utilizzato dall’industria e non va bene per l’alimentazione umana. Contiene una sostanza tossica. Anche dopo la lavorazione per ridurre il contenuto di acido erucico, rimane un olio penetrante. Abbiamo riscontrato che diventa rancido molto velocemente. Quest’olio lascia un’odore di rancido anche sui vestiti. E’ stato accertato che l’olio di rapa utilizzato dai cinesi per friggere produce degli agenti chimici che provocano il cancro. (Il fumo dell’olio di canola provoca il cancro ai polmoni) Amal Kumar Maj.

The Wall Street Journal 7 giugno 1995, pB6(W) pB6 (E) col 1 (col 11)

Redatto da Darleen Bradley.

Utilizzare l’olio di canola per cucinare e per le insalate e’ un pericolo per la salute.

Non e’ l’olio salutare che pensavamo che fosse. Non e’ adatto al consumo umano, non utilizzare l’olio di canola, potresti ammalarti. Grassi polinsaturi o no, questo e’ un olio che fa’ male.

Andate su un qualsiasi motore di ricerca e cercate: Where does Canola Oil come from (da cosa deriva l’olio di canola) e leggete i risultati.

Qualcuno potrebbe non essere d’accordo con quanto scritto, potete controllare l’indirizzo

http://www.cansa.co.za/facts_myths_diet_canola.asp

per vedere il punto di vista contrario.

A voi la scelta.

fonte: http://www.laleva.cc/alimenti/olio_di_canola.html

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Risotto estivo “bello giovane e abbronzato”

lunedì, 25|maggio|2009

Fa caldo oggi. Ho bisogno di istrarmi e di volermi bene così penso agli ingredienti che ho a casa a quelli che mi mancano, scendo a comprarli e decido: oggi chef.
ricetta oggi: Risotto estivo “bello giovane e abbronzato”

 Risotto estivo bello giovane e abbronzato, tostatura  Risotto estivo bello giovane e abbronzato, unione degli elementi  Risotto estivo bello giovane e abbronzato, cottura  Risotto estivo bello giovane e abbronzato, gli ultimi 5 minuti per farlo addensare  Risotto estivo bello giovane e abbronzato, piatto pronto!

COSA SERVE?

  • 120g Risotto venere (riso integrale nero);
  • 1 cipolla bianca di stagione;
  • asparagi;
  • gamberetti;
  • 4 pomodorini ciliegino;
  • prezzemolo;
  • mezzo bicchiere di vino bianco;
  • olio extravergine d’oliva;
  • acqua;
  • aromi: pepe nero, peperoncino, erba cipollina e sale;

COME FARE?

Confidando che amate lavare quello che mangiate; prendiamo gli asparagi,. li tagliamo a pezzi piccoli e li mettiamo in un pentolino a sbollentare; prendiamo i gamberetti sgusciati e li facciamo sbollentare in un altro pentolino; entrambi con un pizzico di sale.
Nel frattempo prepariamo gli altri ingredienti; tritiamo la cipolla, tritiamo il prezzemolo e tagliamo a pezzi piccoli i pomodorini, che conserveremo in uno ciotola col succo perchè ci serviranno dopo.
Prendiamo una padella grande di tipo per paelja, accendiamo il gas a fiamma bassa, versiamo dell’olio e non appena caldo aggiungiamo il trito di cipolla lasciando cuocere fino a che non diventa dorata; a questo punto aggiungiamo il riso e mescoliamo in continuazione, questo per far tostare il riso.

Aggiungiamo un mestolino di acqua dei gaberetti e di seguito uniamo li asparagi con la loro acqua e mescoliamo per bene. Non appena l’acqua inizia ad asciugarsi uniamo i gamberetti scolati.
Ora dopo aver mescolato, sfumiamo la padella con mezzo bicchiere di vino bianco; il tempo che prende sapore e aggiungiamo gli aromi sopra elencati a piacere ed il sale.
Bene, il riso ora deve finire di cuocere – ho notato che il riso integrale prende più tempo per cucinare – quindi aggiungiamo 2 bicchieri grandi di acqua, aggiustiamo di sale ed uniamo il trito di prezzemolo e i pomodorini che avevamo preparato precedentemente!

Lasciamo cuocere sempre a fiamma bassa per circa 10/15 minuti; al termine se il riso vi sembra ancora crudo basterà aggiungere un altro bicchiere d’acqua e lasciare cuocere per ulteriori 5 minuti – ricordate sempre che il riso non dovrebbe venire mai “scotto” ma al dente!! – il risultato deve essere un bel risotto denso e gustoso!!

Versiamo nel piatto, guarniamo con del prezzemolo e consiglio di accompagnarlo con un freddo vino bianco!!
Bon-apetì!!

ricordati di leggere il decalogo del ricettario Faberiano prima di eseguire questa ricetta!!

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Tortiglioni al ragù vaistasu

lunedì, 17|novembre|2008

l’altro giorno al ritorno da un mio viaggio ero affamato ma a casa avevo ben poco… ma finchè c’é ingegno c’é pranzo!
ricetta di ieri: tortiglioni al ragù vaistasu

tortiglioni al ragù vaistasu, preparazione tortiglioni al ragù vaistasu, piatto pronto!

COSA SERVE?

  • pasta tortiglioni rigati;
  • 1 cipolla bianca;
  • 50/60g circa di piselli;
  • un ‘caddozzo’ di salsiccia
  • una bottiglia di passata di pomodoro;
  • acqua;
  • vino;
  • olio extravergine d’oliva;
  • sale, pepe nero, peperoncino, origano, foglie di basilico;

COME FARE?

Prima di iniziare effettuare le operazioni preliminari di fattorino, pulire gli ingredienti, tritare in maniera grososlana la salsiccia e ridurre a trito non troppo fino la cipolla.
Prendere una pentola non troppo grande, un pentolino, versarvi dell’olio e accendere a fiamma bassa – nota importante: in questa ricetta utilizzeremo SOLO fiamma bassa!
Un paio di minuti dopo aggiungiamo la cipolla e mescoliamo di tanto in tanto.
La cipolla dovrà cuocere lentamente e per molto tempo facendo attenzione che non diventi bruna!
Dopo 10 minuti circa aggiungiamo i piselli, sempre mescolando e dopo circa altri 5 minuti la salsiccia tritata. Mescoliamo il tutto continuamente.
A questo punto dopo aver inserito anche la salsiccia aromatizziamo il tutto con una generosa spolverata di peperoncino e pepe nero e il sale q.b.
(nota bene: la decisione o leggerezza del ragù dipende esclusivamente dal proprio gusto o tolleranza al piccante!)
Continuiamo la cottura sfumando con un bicchiere di vino – bianco o rosso, dipende da quello che avete in casa o dal vostro cromoumore! – per dar più sapore e mescoliamo.
Sempre a fiamma bassa, non appena il vino si sarà asciugatoaggiungiamo la salsa versando circa 3/4 della bottiglia; aggiustiamo di sale, se serve anche di pepe e peperoncino, versiamo un micropizzico di zucchero e aggiungiamo un pizzico di origano e alcune foglie di basilico.
Trucco: aggiungiamo 2 tazzine da caffè di acqua, questo per allungare il sugo. niente paura: se volete il ragù più denso basterà allungare i tempi di cottura! ;)
Copriamo il pentolino e lasciamo cuocere sempre e ancora a fiamma bassissima per 45 minuti circa e comunque controllando sempre lo stato del ragù!
A parte cucinate la pasta, serve una spiegazione anche qui? =p Appena sarà cotta abbiamo 2 vie per terminare:

  • la via popolare: scolatela e impiattatela, sopra la pasta versate 1 o 2 mestoli di ragù, spolverata di parmiggiano reggiano e via!
  • la via professionale: scolate la pasta e versatela in una padella, aggiungete 1 o 2 mestoli di ragù, una spolverata di parmiggiano reggiano (o pecorino romani, de gustibus..) e mescolate bene. Impiattate et voilà, il piatto é pronto!

ricordati di leggere il decalogo del ricettario Faberiano prima di eseguire questa ricetta!!

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tortino di noci e panna

martedì, 28|ottobre|2008

oggi avevo voglia di dolcezza…
fortuna che avevo le noci e la panna…

torta noci e panna

é venuta buonissima… dolce, burrosa, friabile, gustosa e croccante!!
devo-dovrei scrivere la ricetta? . . .
ievabieeene!

andrà a finire che chiamerò la Carrà per avere l’occasione di inventare qualcosa con suor Germana! x_x

COSA SERVE?

  • 125g burro;
  • 250g zucchero;
  • 80g farina per dolci;
  • mezza bustina di lievito per dolci;
  • 4 uova;
  • 125g di noci;
  • zucchero a velo;
  • vanillina per dolci;
  • panna per dolci;

COME FARE?

Abbiamo bisogno di una terrina abbastanza grande per lavorare tutto; mettiamo il burro e con una forchetta iniziamo a lavorarlo e lentamente uniamo poco per volta lo zucchero. Inizieremo ad avere un composto denso… lavora e lavora che più impasti e meglio viene!!
Aggiungiamo ora la farina e il lievito e continuiamo a lavorare energicamente e costantemente con la forchetta. Ora uniamo le uova [bianco compreso; se temete che l'impasto venga troppo forte potete usare solo 3 uova!] e per dare più sapore anche una bustina di vanillina per dolci.
Uniamo all’impasto che ormai dovrebbe avere sembianze dense e corpose le noci tritate a pezzetti grossolani – bastano le mani.

Fatto questo bisogna aver il forno già a temperatura di 170-180° circa; prendiamo la tortiera o una qualunqu recipiente per torte da poter infornare, lo passiamo di burro e di farina e versiamo tutto l’impasto, stendiamo bene e via in forno per circa 40-45 minuti. I tempi di cottura variano dal tipo di forno, se ventilato o meno.. é sempre bene controllare lo stato della torta punzecchiandola con uno stecchino, se esce bagnaticcio é ancora cruda dentro, se esce asciutto corri a spegnere il forno!!
Ultimo tocco una volta sfornata e adagiata su un vassoio: pioggia abbondante di zucchero a velo e al momento di mangiarla una spruzzata a piacere di panna sopra la fetta!! ^__^
bon-apetit! ;)

ricordati di leggere il decalogo del ricettario Faberiano prima di eseguire questa ricetta!!

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tocchi di fegato alla vecchia

martedì, 8|luglio|2008

 tocchi di fegato alla vechia

COSA SERVE?

  • una fetta di fegato;
  • una cipolla bianca;
  • 2 funghi champignon;
  • prezzemolo;
  • olio, sale, pepe 4 stagioni, peperoncino;
  • brandy Vecchia Romagna;

COME FARE?

iniziamo col preparare gli ingredienti prima di cucinarli: lavare TUTTO, con molta attenzione i funghi se son freschi; tranne il fegato!
tritare il prezzemolo, tagliare a fette strette la cipolla e a fette normali i funghi; rendere a tocchetti non precisi la fetta di fegato.

In una casseruola o padella a fondo alto mettere dell’olio e far soffriggere la cipolla, quando inizia a rosolare aggiungere i funghi e mescolare per bene; aggiungere anche il fegato e speziare tutto con sale, pepe 4 stagioni e peperoncino.
Mescolare per bene e aggiungere mezzo bicchiere abbondante di Vecchia Romagna; rimescolare e aggiungere una spolverata generosa di prezzemolo.
Infine aggiungere poca acqua, rimescolare lasciare e lasciare cuocere a fiamma bassa per mezzora circa con coperchio chiuso.
Passata la mezzora sarà cotto. Ora sta a voi scegliere le varianti: servire molto sugoso oppure togliere il coperchio alzare la fiamma e far stringere il tutto.
bon-apetit! ;)

VARIANTI

Variante “Rossa”
io consiglio caldamente questa variante:
far stringere tutto il sughetto a fiamma alta, quando sarà tutto ristretto spruzzarlo con del Porto Rosso, tenerlo sul fuoco mescolando sempre per pochi minuti, il tempo che prende sapore e impiattare!

 tocchi di fegato alla vechia

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Frullato frappoloso

martedì, 1|aprile|2008

 frappoloso, still like McGyver enjoin!!

COSA SERVE?

  • un frullatore;
  • una mela, di qualsiasi tipo;
  • 2 o 3 ciotole di fragoloni; *
  • latte, nella misura di un bicchire di plastica;
  • 2 o 3 cucchiaini da tea di zucchero;

Queste sono le quantità per una persona. ovvio che la quota dello zucchero varia dipende il vostro gusto!! ;)
* i fragoloni possono essere sostituiti da fragoline di bosco

COME FARE?

semplicissimo!! assicurarsi di avere il frullatore [senza la ricetta diventa difficile da realizzare!! x_x]
Sbucciare e tagliare e pezzi la mela e inserirla nel contenitore del frullatore. Lavare le fragole e tagliarle in due, inserire anche loro nel frullatore!! Versare lo zucchero. bene, ora versare il latte, fffatto?
BEENE!! abbiamo quasi finito… chiudere il coperchio, attivare il frullatore e far frullare il tutto per.. beh, non c’è un tempo preciso!! il prodotto finale si ha non appena la frutta é totalmente scomparsa e al suo posto vedete un ammasso denso rosastro!! più denso viene più buono sarà!! ;)

VARIANTI

Variante Fresca
sopratutto d’estate questo frullato diventa sublime se tritate insieme agli ingredienti alcuni cubetti di ghiaccio!!

Variante VM18
sopratutto se ne avete voglia, con un cicchetto di vodka liscia o di rum bianco questo frullato prende il volo!!

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mezze penne rigate con salsa ai peperoni e salsiccia

giovedì, 24|maggio|2007

rieccoci qui, grazie a un buco di tempo, per scrivere una nuova ricetta dal ‘ricettario Faberiano’ edizione 2007!!
ricetta di oggi: mezze penne rigate con salsa ai peperoni e salsiccia

COSA SERVE?

  • pasta mezze penne rigate;
  • mezza cipolla bianca;
  • un peperone verde; *
  • un ‘caddozzo’ di salsiccia
  • mezza bottiglia di passata di pomodoro;
  • olio extravergine d’oliva;
  • sale, pepe nero, peperoncino;

* o giallo o rosso o viola, dipende il colore del vostro umore; verde col resto degli ingredienti risulta più vivace!!

COME FARE?

ooochèi.
Prendi il peperone, lavalo, puliscilo internamente [semi, eccetera] e taglialo a strisce lunghe. Fatto ciò lo riduci a tanti piccoli cubetti e lo metti a mollo in acqua bollente [o in un pentolino o grazie al bolliacqua elettrico], e lo lasci riposare per una decina di minuti [perchè? perchè così facendo si intenerisce!! ^_^]
La salsiccia: prendila, bucherellala con la forchetta [per far uscire l'acquetta del grasso..] e lasciala cuocere a fuoco alto in una padella colma d’acqua. Quando l’acqua bolle spegni il fuoco, esci la salsiccia dall’acqua e con un coltello riducila a tritato [molto semplice!! = p]
Ochèi, nel frattempo che il peperone e la salsiccia si sbollentano.. trita la cipolla a pezzetti medi [non piccolissimi!!] prendi un pentolino col bordo alto, versa dell’olio extravergine d’oliva e via: comincia a farla rosolare a fuoco medio; mescolando sempre, mirraccomando!!
PERFETTO, prima di inserire tutto nel pentolino, prendi il pepe nero e dona una generosa spolverata sopra la salsiccia tritata. Bene, ora prendi del peperoncino e dona una generosa spolverata sopra i peperoni a cubetti. Fatto? Benone!! Sei pronto per inserire peperone e salsiccia nel pentolino insieme con la cipolla [che nel frattempo spero hai controllato non bruciasse!!]
Tieni una decina di minuti a fuoco medio mescolando di tanto in tanto. Fatto ciò aggiungi la passata di pomodoro e del sale. Porta il fuoco al minimo e lascia che il tutto si amalgami magicamente!!
..per la pasta non credo necessiti di istruzioni…..
Appena è cotta [la pasta!!] scolala e versala nel pentolino dove c’é il condimento!! Mescola tutto per bene, scendila su un grande piatto piano [colorato é anche meglio!! :P ] Chi gradisce può spolverare del parmiggiano sul piatto, e: bon-apetì mon-amì!! ;)

p.s. avrei voluto allegare una foto del piatto, ma l’idea di scrivere tutto mi é venuta subito dopo aver finito di gustarla!! ^_^’

ricordati di leggere il decalogo del ricettario Faberiano prima di eseguire questa ricetta!!

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Caserecce con pesto di pistacchio, speck e panna

venerdì, 29|dicembre|2006

 particolare del condimento caserecce con pesto di pistacchio, speck e panna

Ultima aggiunta al mio piccolo breviario dei piatti in cucina é una pasta fresca pannosa!!
sai, quel tipo di pasta che se la guardi da sotto ha la forma di S

COSA SERVE?

  • pasta fresca caserecce;
  • un paio di fette di speak tagliato spesso;
  • una cipolla bianca
  • una confezione di pesto di pistacchi
  • 1 confezione di panna da cucina;
  • burro;
  • olio extravergine d’oliva;
  • sale, pepe nero;

COME FARE?

Prepariamo il condimento, che come saprete é quasi sempre la parte più impegnativa e divertente!! :P
Prendiamo lo speck e tagliamolo prima strisce poi a pezzetti, il più possibile somiglianti a dei piccoli rettangoli!
Trita la cipolla bianca molto finemente, metti in padella burro e olio e subito versa la cipolla: comincia il soffritto!!
Aggiungi lo speck alla cipolla e aspetta che prenda colore [occhio a non bruciare la cipolla nel frattempo!!] aggiungi una spolverata a piacere di pepe nero.
Quando cipolla e speck avran preso colore versa il pesto di pistacchio [pistacchi di Bronte, mirraccomando!! ;) ] e mescola per bene!!
Nel frattempo immagino avrai preso la pentola, messo l’acqua, acceso il gas.. l’acqua bolle… calato la pasta… salato la pasta… ecc. quindi diciamo che: nel frattempo la pasta cuoce!!
BENE! non appena la pasta é cotta scolala e versa in padella la panna e la pasta [la quantità di panna dipende dal proprio gusto: per me il MUST é più panna = più buona!! :-D ] e mescola il tutto… voilà: il piatto é pronto per essere mangiato!! caldo e subito!! ;)

ricordati di leggere il decalogo del ricettario Faberiano prima di eseguire questa ricetta!!

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