tortino di noci e panna
martedì, 28|ottobre|2008 oggi avevo voglia di dolcezza…
fortuna che avevo le noci e la panna…
é venuta buonissima… dolce, burrosa, friabile, gustosa e croccante!!
devo-dovrei scrivere la ricetta? . . .
ievabieeene!
andrà a finire che chiamerò la Carrà per avere l’occasione di inventare qualcosa con suor Germana! x_x
COSA SERVE?
- 125g burro;
- 250g zucchero;
- 80g farina per dolci;
- mezza bustina di lievito per dolci;
- 4 uova;
- 125g di noci;
- zucchero a velo;
- vanillina per dolci;
- panna per dolci;
COME FARE?
Abbiamo bisogno di una terrina abbastanza grande per lavorare tutto; mettiamo il burro e con una forchetta iniziamo a lavorarlo e lentamente uniamo poco per volta lo zucchero. Inizieremo ad avere un composto denso… lavora e lavora che più impasti e meglio viene!!
Aggiungiamo ora la farina e il lievito e continuiamo a lavorare energicamente e costantemente con la forchetta. Ora uniamo le uova [bianco compreso; se temete che l'impasto venga troppo forte potete usare solo 3 uova!] e per dare più sapore anche una bustina di vanillina per dolci.
Uniamo all’impasto che ormai dovrebbe avere sembianze dense e corpose le noci tritate a pezzetti grossolani – bastano le mani.
Fatto questo bisogna aver il forno già a temperatura di 170-180° circa; prendiamo la tortiera o una qualunqu recipiente per torte da poter infornare, lo passiamo di burro e di farina e versiamo tutto l’impasto, stendiamo bene e via in forno per circa 40-45 minuti. I tempi di cottura variano dal tipo di forno, se ventilato o meno.. é sempre bene controllare lo stato della torta punzecchiandola con uno stecchino, se esce bagnaticcio é ancora cruda dentro, se esce asciutto corri a spegnere il forno!!
Ultimo tocco una volta sfornata e adagiata su un vassoio: pioggia abbondante di zucchero a velo e al momento di mangiarla una spruzzata a piacere di panna sopra la fetta!! ^__^
bon-apetit!
ricordati di leggere il decalogo del ricettario Faberiano prima di eseguire questa ricetta!!
Rosa Canta e Cunta
lunedì, 27|ottobre|2008 Di recente ho conosciuto non la storia ma alcune canzoni di una cantautrice popolare palermitana, una per me sconosciuta Rosa Balistreri. Molto difficile comprendere il messaggio dei testi, son tutti in dialetto siciliano ma al terzo attento ascolto, la voce, l’intonazione e alcune parole.. il significato ti entra dentro!
Vorrei quindi condividere con la rete il testo di una delle sue canzoni che ho avuto il piacere di suonare la scorsa settimana davanti a 20 ragazzi provenienti da mezza Europa, fortunatamente non cantavo io.. cantare in dialetto deve essere difficile!! *_*
Il testo Siciliano/Italiano l’ho reperito in rete. Traduzione in inglese a cura di Simona Amodeo [grazie!!]
>> Siciliano
Rosa Balistreri – Rosa canta e cunta
Stasira vaju e curru cu lu ventu
a grapiri li porti di la storia.
Stasira vogliu dari p’un mumentu
la vita a lu passatu a la memoria.
Stasira cu la vampa di l’amuri
scavu na fossa, na fossa a lu duluri.
C’è chiù duluri, c’è chiù turmentu
ca gioia e amuri pi l’umanità
nun è lu scantu ca ferma lu caminu
Nun è lu chiantu ca cancia lu distinu
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri…lu cuntu.
Nuddu binidicì lu me caminu,
mancu la manu nica d’un parrinu
e vaju ancora comu va lu ventu
cercari paci sulu p’un mumentu.
Vogliu spaccari…spaccari li cieli
pì fari chioviri…chioviri amuri.
C’è cu t’inganna, c’è cu cumanna
e cu ‘n silenziu mutu si nni sta.
È lu putiri ca nforza li putenti,
è lu silenziu ca ammazza li ‘nnuccenti,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri…lu cuntu.
Vinni a stu munnu quannu lu “Voscienza”
si schifiava pi li strati strati.
Tempi d’abbusi, di fami e di guerra
criscivu mmenzu di li malannati.
Lacrimi muti ni chiancivi e quanti,
la me nnuccenza si la sparteru ‘n tanti.
La mala genti, li priputenti,
tanti su tanti nni sta sucità.
Nun è l’amuri ca crisci ad ogni banna,
ma lu favuri ca sparti cu cumanna,
grapu li pugna, cuntu li jita
restu cu sugnu, scurru la vita.
Cantu e cuntu, cuntu e cantu
pi nun perdiri… lu cuntu.
>> Italiano
Rosa Balistreri – Rosa canta e racconta
Stasera vado e corro insieme al vento
ad aprire le porte della storia.
Stasera, per un momento,
voglio ridare vita al passato e alla memoria.
Stasera, con la vampa dell’amore,
scavo una fossa al dolore.
C’è più dolore, c’è più tormento
che gioia e amore per l’umanità.
Non è il pianto che cambia il destino,
non è la paura che arresta il cammino,
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.
Nessuno ha benedetto il mio cammino
neanche la piccola mano di un prete
e vado ancora come va il vento
a cercare pace solo per un momento,
voglio spaccare… spaccare i cieli
per far piovere, piovere amore.
C’è chi ti inganna, c’è chi comanda
e chi in silenzio, zitto se ne sta.
È il potere che rafforza i potenti
è il silenzio che ammazza gli innocenti
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.
Sono venuta al mondo quando il “Vossignoria”
si profferiva ad ogni angolo di strada.
Tempi di abusi, di fame e di guerra,
sono cresciuta in mezzo ai malandati.
Lacrime mute ne ho piante, e quante,
la mia innocenza se la sono divisa in tanti
La cattiva gente, i prepotenti,
sono tanti e tanti in questa società.
Non è l’amore che cresce ad ogni angolo
ma il favore che elargisce chi comanda
apro i pugni, conto le dita
resto chi sono, scorro la vita.
Canto e racconto, racconto e canto
per non perdere il conto.
>> English
Rosa Balistreri – Rosa sings and tells
Rosa sings and tells
tonight i’ll go and i’ll run with the wind
to open the doors of the history.
tonight, just for a moment,
I want to give life again to the past and to the memory.
tonight with the flame of the love
I’ll bury a grave for the pain
there’s more pain, there’s more agony
than joy and love for the humanity.
it isn’t the crying that changes the destiny
it isn’t the fear that stops the way
i open the fists, i count the finger
I remain who i am, flow the life.
I sing and tell,tell and sing
not to lose the count
nobody blessed my way
neither the small hand of a priest
and i still go like the wind goes
to look for peace even just for a moment
i want to BREAK….BREAK the skies
to make it rains,it rains love
there’s someone who cheats you, there’s someone who rules
and (there’s) someone who stays silent in silence.
the power confirm the mighty (people)
the silence kills the innocent (people)
i open my fists, i count the finger
I remain who i am, flow the life.
I sing and tell, tell and sing
not to lose the count
I came to the world when the “VOSSIGNORIA” (”his lordship”)
was said in every corner of every street.
Days of abuses, of hungriness and of war
I grew up among the seedy.
I cried silent tears, so many (tears)
many people shared my innocence
there are mean people, so many bossy
in this society
there isn’t love that grows everywhere
but the FAVOUR given by the one who rules
i open my fists, i count the finger
I remain who i am, flow the life.
I sing and tell, tell and sing
not to lose the count
annuncio
venerdì, 10|ottobre|2008ho deciso che da oggi comunicherò e socializzerò col resto del mondo, chiunque, SOLO dal vivo.
odio internet. odio le chat. odio l’odio. “cercare un lavoro E’ un lavoro”**.
Nel possibile del possibile quando sarà possibile SOLO dal vivo. a voce. a sguardi. respiri. gesti. urla. Non a battere le mie dita sulla plastica passivamente. come l’ultima delle baldracche ingiallite.
Quindi, cercatemi la fuori, se mi cercate.*
*ih-oh copyright
**cdr
upnea #3 (overkill)
venerdì, 10|ottobre|2008I can’t get to sleep. I think about the implications. Of diving in too deep. And possibly the complications.. It’s just overkill.
l’insonnia é sempre presente di notte, mi tiene compagnia nella mia solitudine. mi conosce bene e non mi lascia mai solo.
negli ultimi mesi della mia vita ho vissuto male, creandomi situazioni ambigue, banali, disdicevoli, spesso incasinando tutto, ho visto la morte intorno le pareti della vita e l’angoscia pronta a fare il salto.
non sono stati bei mesi…
Continuano a non esserlo.
Chissà perchè la felicità deve essere sempre e solo un istante, un attimo che si consuma subito come la capocchia di un fiammifero e la sofferenza é quel tronco di albero secolare lungo chilometri che si estende subito dopo la capocchia e che forma l’intero fiammifero-vita.
ho fatto pulizia nel mondo fittizio fasullo ipocrita fatto di mille colori che é internet, in questa specifica rapresentato dalle vesti di IM windows live messenger. [ieri ho fatto pulizia su giovani.it - domani forse pulirò myspace.com] Non ha senso alcuno tenere lunghe liste di…. di? di nulla. il nulla occupa spazio che potresti dedicare ad altro. col nulla non dialoghi. non cresci. non comunichi. non hai scambi di nessun tipo nè livello. il nulla fa schifo.
…soprattutto l’indifferenza [anche se ha il suo perchè.]
credere di essere parte di qualcosa che in realtà non esiste é unirsi al nulla e condividere nulla. parlare scrivere leggere immaginare sono azioni che se perseguitate portano al nulla. i baci le carezze gli sguardi le parole dette scritte e recitate, sbattere la chitarra per terra con violenza calciare la porta urlare VAFFANCULO FOTTITI questo é tutto il contrario di nulla.
e non ci sono cazzi. nè ma. nè altro.
questa é la mia idea.
…e più scrivo più avverto il peso martellante dell’insofferenza. no dell’insonnia e del fatto che alle 3 del mattino spesso mi ritrovo solo, guardo attraverso la finestra del nulla e vedo tutti in compagnia apparentemente felici, non importa. in compagnia reciproca di 2,3,7 persone. e io qui solo a guardare intorno a me. alle 3 del mattino. penso, non é giusto. mi chiedo cosa sia la giustizia.
ogni notte vado a letto con l’idea di non pensare e dimenticare.
domani sarà un altro giorno.
io non mi dico mai bugie. non mi dico quasi mai che sarà diverso.
buonanotte mondo.. un giorno o l’altro mi piacerebbe uscire con te.
be be bop jazz
lunedì, 6|ottobre|2008
be bebop ba ba babebop ♫
be ba ba… jazz! ♪
stanotte ho registrato un basso suonando come fosse un corno inglese e improvvisando poi a ruota libera, non pensando affatto!! questo é jazz. ma dico io, cosa é jazz?
mi piacerebbe tornare ad editare questo post ed inserirvi un stratto dela registrazione…
addio.
sabato, 4|ottobre|2008ieri mattina una persona importante nella mia vita, anche se pubblicamente non ho mai fatto chissà che manifesti, mi ha lasciato, ci ha lasciati tutti. non d’improvviso, ma lentamente e soffrendo. e ha lasciato molte persone in lacrime.. me compreso. e non potrò perdonarmi fin quando avrò vita il fatto che non sono potuto andare a salutarlo un’ultima volta perchè sono ancora impossibilitato a casa col piede fasciato e gli occhi che mi si appannano dalle lacrime soffocate. Addio zio Gaspare. mi mancheranno tante cose di te e dei tuoi modi di fare.
noi
venerdì, 3|ottobre|2008noi
siamo ciechi di fronte l’amore.
cancelliamo velocemente vissuti e momenti.
arroganti comandiamo la mente e chi per lei
illusi di imprimere il proprio volere.
ricamiamo merletti e ghirigori vorticosi.
tutto prende un sapore sbiadito
marcato da forti bagliori e cupi scuri.
una storia di amore non muore
viene solo ristretta e incorniciata.
per sempre.
in un’unica e perfetta fotografia.
Faber L. Gray
quinto giorno
giovedì, 2|ottobre|2008 buongiorno weblog.
stando chiuso a casa impossibilitato, noto tante cose. ho più tempo per riflettere ma non é questa la novità.. ho potuto prendermi dei momenti per creare… e non mi accadeva da molto.. …troppo. forse il nuovo inizio?… forse un ritrovo di, argomenti muse e ispirazioni?…
per ora mi é tornato il singhiozzo! -.- e il minnolo (o minello) inizia a bruciare di meno!! = )
postilla che avevo altri pensieri da scrivere ma l’occasione mancava…
trovo che però i lati negativi comunque coesistono, stati d’animo instabili come primo sintomo e poi stress casalingo e trascuramento del proprio fisico. ho una barba enorme, i capelli stressati e non curati al massmo, la doccia che ho dimenticato cosa sia.. divento sempre più brutto fuori… almeno migliorerò dentro? e con tutto il brutto che io vedo in me, qualcuno riuscirà a vedere del bello?
Scritto da Faber Gray





